Quando si firma un mutuo la scelta del tasso è una delle decisioni più importanti, perché incide sulla rata per tutta la durata del finanziamento. Non esiste la soluzione migliore in assoluto: dipende dal proprio profilo e da quanto si è disposti a rischiare.
In questa guida vediamo:
- Come funzionano tasso fisso, variabile e misto
- Vantaggi e rischi di ciascuno
- Come scegliere in base alla propria situazione
Tasso fisso
Con il tasso fisso la rata non cambia mai per tutta la durata del mutuo, qualunque cosa succeda ai mercati.
- Pro: certezza assoluta, budget familiare facile da pianificare
- Contro: di solito parte da un tasso più alto del variabile e non beneficia di eventuali cali
Tasso variabile
Il tasso segue l'andamento di un indice di riferimento (ad esempio l'Euribor) più uno spread fissato dalla banca. La rata può quindi salire o scendere nel tempo.
- Pro: in fase di tassi in calo la rata diminuisce
- Contro: se i tassi salgono la rata può aumentare anche in modo importante
Tasso misto e variabile con cap
Esistono soluzioni intermedie: il misto permette di passare da fisso a variabile (o viceversa) in momenti stabiliti, mentre il variabile con cap prevede un tetto massimo oltre il quale il tasso non può salire.
Come scegliere
Poniti qualche domanda:
- Quanto è stabile il mio reddito?
- Quanto margine ho nel bilancio se la rata aumenta?
- Quanti anni durerà il mutuo?
- Quanto mi pesa l'incertezza?
Chi ha un budget stretto o una famiglia da sostenere di solito preferisce la sicurezza del fisso. Chi ha un reddito solido, margini ampi e una durata breve può valutare il variabile.
Non dimenticare la surroga
Qualunque scelta tu faccia, il mutuo non è per sempre: con la surroga puoi trasferirlo a un'altra banca, senza costi, se le condizioni di mercato cambiano.
Conclusione
Il tasso più basso oggi non è necessariamente il più conveniente domani. Scegli quello che ti permette di dormire tranquillo e confronta sempre il TAEG, che include anche le spese del finanziamento.
